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Petrolio – Una Storia a Colori : Recensione

Tre personalità profondamente diverse tra loro sono l’ingrediente principale di un cocktail di emozioni e contrasti che sa intrattenere e mettere a nudo (in più di un senso) personaggi tanto ordinari quanto ricchi di spunti di riflessione.

PetrolioUna Storia a Colori è uno spettacolo scritto da Beatrice Gattai e interpretato dalla stessa, affiancata da Francesco Centorame e Antonio De Matteo per la direzione di Alessio Di Clemente. Nella casa di Maria gli uomini entrano ed escono, ma è lungi dall’essere uno stile di vita gretto dettato dalla semplice indigenza: anzi, a detta sua è una scelta consapevole di cui non ha alcun rimpianto. D’altronde, finché può permettersi di comprare gli acquerelli e i carboncini con cui dare forma ai suoi pensieri, non potrebbe chiedere altro.

Ma disegni e ritratti non sono che uno dei passatempi di Maria: a tenergli compagnia, infatti, c’è anche Emanuele, o Ema come preferisce essere chiamato, un ragazzo disabile che tra capricci e racconti di disavventure a scuola le regala momenti di ilarità e intimo affetto. Questa improbabile relazione emana un calore genuino, quasi familiare, e da sola potrebbe essere il fortunato soggetto di tante altre storie: ma a completare il quadretto c’è un cliente di Maria molto diverso dagli altri, con una situazione a casa a dir poco disastrosa che spinge lo spettacolo sui suoi toni decisamente più drammatici, ma in cui riesce a incastonare anche simpatiche scenette e scambi memorabili grazie alla sua vena umoristica.

L’uomo vive da anni una relazione infruttuosa con la moglie, mossa per inerzia da un matrimonio che sembra non andare da nessuna parte, ed è rifugiandosi in Maria che trova ristoro e serenità. Ma quando si trova buttato via di casa dopo l’ennesimo litigio, l’occasione-certezza che poteva trasformare la liaison in qualcosa di più sembra non essere così semplice e scontata: il dubbio si insidia, il conflitto cresce e si fa bestia nera del rapporto – neanche conosceva il vero nome di Maria, che a lui aveva detto in passato di chiamarsi Jessica. In un certo senso, è solo una piccola parte, tra le tante, dell’identità di Maria di cui era completamente all’oscuro, così come della sua passione per il disegno e la collezione di colori che non usa, ma “che la fanno sempre sorridere”.

I tre appaiono come un buffo nucleo familiare, disfunzionale e lacerato, ma sorprendente e vivace. L’intersecarsi dei loro percorsi e la combinazione dei loro rapporti dà vita a una creatura senza nome che incarna l’incertezza del cambiamento e un senso di evoluzione, una macchia di Petrolio che pur sporcando qualcosa che potrebbe essere idilliaco e perfetto con le sue bruttezze, allo stesso tempo gli dona un colore diverso, lo tinge con una nota di realtà e incertezza.

Testo di Beatrice Gattai

Regia di Alessio Di Clemente

Cast: Beatrice Gattai, Francesco Centorame, Antonio De Matteo

Voto: 7/10